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giovedì 14 maggio 2015

E non mi stancherò mai di rallentare

Questa mattina esco di casa col Polpetta. Di corsa. Siamo in ritardo. Ancora in ritardo. Sempre in ritardo.
"Dai! Muoviti! Dai! Cammina!"
E' fermo sul marciapiede, col naso in aria. Alzo la testa, guardo. Non c'è niente. Il cielo è pulito e c'è un sole che spacca.
"Dai! Muoviti!"
Solleva un dito, un minuscolo ditino sopra la testa come se dovesse toccare qualcosa.

 "Il cielo è caldo"

Eccolo il mio bambino che mi rallenta il passo.
Eccolo il mio maestro che mi rispolvera il cuore.

martedì 27 maggio 2014

Il Polpetta e la teoria della Barbie

E poi lo riesci ad addormentare dopo aver cantato le idiozie più assurde. E lo depositi nel suo lettino con la leggiadria di una farfalla. E, mentre narri per la settantaduesima volta la storiella della Lucertola Berta, ti accerti che sia realmente addormentato e che non finga come nei ventotto tentativi precedenti. E lo appoggi al materasso lasciando la mano sotto la sua piccola schiena calda. E, proprio mentre cerchi di sfilarla piano, apre un occhio! Ma poi subito lo richiude! E lì - in quel subdolo momento di indecisione - realizzi che a otto anni ci avevi visto giusto, quando ti eri rivolta a Babbo Natale chiedendo di diventare una Barbie. Allora erano i boccoli biondi a farmi gola, adesso sono le braccia che si staccano dalla spalla il massimo del desiderio inespresso.

lunedì 26 maggio 2014

Il Polpetta e le dinamiche della sottrazione

Osservo il modus operandi del Polpetta e imparo. Il suo porsi degli obiettivi per sottrazione è emblematico. Se qualcosa non gli riesce non si affanna, non si altera - no - semplicemente smette di adoperarsi per la questione. Per mesi ho sparso giochi ovunque nel tentativo di invitarlo a gattonare, ma lui no, lui si adagiava su un fianco e si arrangiava nel farsi passare il tempo coi calzini. E se gli toglievo i calzini si applicava nell'adorazioni dei suoi piedi. Poi, a 10 mesi e con 11 kg sulle spalle, ha attraversato il soggiorno come una gazzella indigesta. Infine si è girato, mi ha guardata e si è riadagiato su un fianco. Il sorriso migliore gli è uscito quando ha ritrovato il suo minuscolo piede e lo ha riabbracciato con commozione. Non c'è cosa più bella del vedere un figlio che cresce diverso da chi l'ha concepito.